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Arrosticini: storia e origine dei golosissimi spiedini di pecora

L'arrosticino Srls (Andrea Arrosticini)

Leggenda narra che gli arrosticini siano stati inventati nel 1930 da due pastori di Voltigno

Arrosticini: chi non li ha mai assaggiati, non sa cosa si perde. Chi li conosce, invece, sa bene quanto siano irresistibili questi spiedini di carne ovina allevata con cura, meticolosamente tagliata a cubetti da un centimetro l’uno e poi cotta alla brace, tenera dentro ma croccante fuori. Piccoli ma golosi: uno tira l’altro, è proprio il caso di dirlo. Non tutti i loro estimatori, però, sanno la storia degli arrosticini. 

La storia degli arrosticini

Gli arrosticini nascono agli inizi del Novecento in Abruzzo, da allevamenti autoctoni di razze ovine. Il pascolo, infatti, è un’attività tradizionale di questa regione appenninica, dove le pecore camminano libere in chilometri di distese verdi.

Secondo la leggenda, furono due pastori di Voltigno, sul Gran Sasso sud-orientale, a inventarli attorno al 1930. Nel tentativo di conservare la maggior quantità di carne possibile dalle loro pecore, ne tagliarono un piccolo pezzettino, quello più vicino all’osso (generalmente considerato una parte di scarto) e lo infilzarono con dei bastoncini di legno di “vingh”, una pianta che cresce spontanea lungo le rive del fiume Pescara, cuocendolo alla brace al momento del pasto.

Da allora, gli arrosticini sono entrati a far parte della tradizione culinaria dell’Abruzzo, dove oggi vengono consumati perlopiù accompagnati da vino Montepulciano, pane tostato e verdure grigliate come melanzane, zucchine, peperoni o patate arrosto. In molti poi amano aggiungere salsa barbecue o salsa al peperoncino.

Arrosticini, un prodotto tutelato dal governo

Oggi, gli arrosticini rientrano nei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Le pecore selezionate per la preparazione di questi spiedini sono generalmente quelle più giovani che non hanno mai avuto figli. Altrimenti, vengono scelti i montoni castrati a partire dai 6 mesi e non oltre i due anni di età.

Arrosticini o… rustell’

Nel dialetto tipico locale, gli arrosticini vengono chiamati rustell’, mentre il braciere utilizzato per cucinarli (la rostelliera, dalla caratteristica forma allungata a canalina) viene chiamata, a seconda della zona, lu fucon, fornacella, furnacella, rustillire o anche arrostellaro.

Volete cimentarvi nella ricetta originale degli arrosticini? La trovate a questo link.

Qui invece potete rileggere le 5 curiosità sulla focaccia ligure e qui sulla polenta.