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Bottega Ferrigno: come viene realizzato un pastore?

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La tradizione del presepe napoletano

Il presepe napoletano rappresenta una delle memorie relative al Natale più consolidate di sempre, rimasta inalterata per secoli. Ogni presepe può essere osservato e letto in base a vari livelli: il primo è quello estetico e riguarda l’armonia della rappresentazione con i personaggi e gli edifici che lo compongono. Ma oltre ciò, c’è anche un valore simbolico che attribuisce ad ognuno di questi elementi un significato ben preciso.

Infatti, dietro ogni personaggio del presepe c’è una tradizione fatte di storie, aneddoti e leggende che nel corso del tempo si sono mescolati con i brani dei Vangeli per dar vita ad una realtà unica. Se è vero che i personaggi tipici del presepe napoletano siano nati ad imitazione dei protagonisti della vita quotidiana del 1700 a Napoli, essi rappresentavano anche l’incarnazione di simboli precisi e codificati dalla tradizione.

Come viene realizzato un pastore?

In via San Gregorio Armeno, la via dei presepi a Napoli, si viene rapiti dall’arte presepiale della Bottega Ferrigno, a cui si dedica, oggi come un tempo, con grande amore e passione. Il successo di Bottega Ferrigno ruota attorno ad alcune variabili importanti: attenzione, maestria e professionalità di una squadra di artigiani, oggi diventata una grande famiglia. Ogni giorno vengono messe in atto tecniche peculiari che rendono unica ogni creazione.

Ma cosa c’è dietro la realizzazione di un pastore? Tanti piccoli dettagli rendono unica ogni creazione. Tutte le teste sono realizzate in terracotta e dipinte a mano, gli arti sono in legno, il corpo in fil di ferro e canapa, gli occhi di cristallo e gli abiti in seta di San Leucio.

Il processo di creazione di un pastore ha inizio col colaggio: l’argilla viene diluita in acqua e colata in uno stampo di gesso, all’interno del quale rimane per un intervallo di tempo che va dai 20 ai 90 minuti circa, in base alle dimensioni del pastore. Una volta estratta dallo stampo, la statua viene fatta riposare per un giorno e poi rifinita a mano per eliminare eventuali scari e rendere i dettagli più precisi.

Il pastore realizzato viene poi lasciato essiccare in modo naturale finché l’argilla non diventa chiara e pronta per la cottura. Le statue vengono poi cotte in forno per un’altra giornata intera ed una volta pronte, vengono dipinte a mano ed applicato un processo segreto di invecchiamento che rende i colori più espressivi e dà sfumature caratteristiche. Successivamente, i pezzi vengono puliti e lucidati.

Gli occhi vengono realizzati attraverso l’applicazione di sfere di vetro tagliate in quattro parti e dipinte all’interno in modo da ricreare l’effetto della pupilla nera sull’iride colorato ed applicate nelle cavità orbitali della testa del pastore.

Le palpebre e la zona del viso circostante vengono ricostruite a mano, una lavorazione tipica delle statue del 700 napoletano e che richiede grande abilità. Arriva poi il momento della vestizione in cui emerge il carattere specifico di ciascun personaggio. I vestiti sono realizzati in seta di San Leucio, modellata sui corpi dei pastori a mano, utilizzando colla vinilica ed acqua. La stoffa viene sagomata attorno a braccia, gambe, spalle e le pieghe tendono a creare l’effetto realistico tipico del presepe napoletano.

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