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Coccoretti: dal Belgio con amore

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In francese si chiamano rochers noix de coco o congolais, ma a noi piace la semplicità: lunga vita ai coccoretti

Molti dei visitatori del mercato di Regioni d’Europa hanno avuto l’occasione di imbattersi nei coccoretti, i tenerissimi biscottini del Belgio il cui nome si deve al loro ingrediente principe: la farina di cocco. Ecco le cose carine che sappiamo sul loro conto:

  • In Belgio e in Francia, i coccoretti vengono chiamati rochers noix de coco, il che non è certo un riferimento al loro peso specifico (anche perché bastano due morsi per finirne uno), ma solo al loro aspetto e, appunto, alla farina di cocco utilizzata nella ricetta.
  • A proposito di farina di cocco, lo sapevate che non ha niente a che fare con tutte le altre farine? Innanzitutto perché conserva fortemente i sentori del frutto, che permangono anche dopo la cottura, e poi perché, anche se di per sé è una farina piuttosto grassa, è uno di quei grassi che fanno bene alla salute. Per esempio, è ricca di oligoelementi, di fibre, ha un basso indice glicemico (il che la rende perfetta per chi soffre di diabete), è totalmente priva di glutine (eccellente per i celiaci!), in più è facilmente digeribile.
  • Tornando ai coccoretti, se “rochers noix de coco” vi sembra troppo lungo da ricordare, in Francia e in Belgio vengono anche chiamati “les congolais”, ossia “i congolesi”. Il cocco, in effetti, è un ingrediente che di frequente viene impiegato nella dieta degli abitanti della Repubblica del Congo, che è stata a lungo colonia francese.
  • E sempre a proposito di cocco, pare che l’utilizzo della sua farina abbia rappresentato un’alternativa a quella di mandorle largamente usata nei paesi francofoni per la preparazione dei famosi macarones a seguito delle esplorazioni di Vasco da Gama nel 1500. Il cocco ebbe subito grande successo in Europa. E lo scambio di farina di mandorle con cocco grattugiato nelle ricette dei biscotti è stato, per quanto ci riguarda, un colpo di genio che è rimasto impresso nel mercato e che, oggi, fa viaggiare i coccoretti dal Belgio, alla Francia, alla Germania, all’Italia, in tutta Europa fino a oltreoceano.

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