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Com’è nata la leggenda di Babbo Natale?

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Babbo Natale è uno dei personaggi più famosi al mondo, il vecchio rubicondo che la notte di Natale consegna i doni ai bambini di tutto il mondo grazie alla sua slitta volante, trainata da renne magiche. Ma com’è nata questa figura?

Le origini di Babbo Natale

Non tutti sanno che il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di San Nicola, vescovo di Myra in Turchia,  vissuto nell’IV secolo, considerato il protettore dei bambini. San Nicola era noto per la sua generosità e secondo una leggenda, pare abbia aiutato un povero padre che non disponeva di molto denaro per far sposare le sue tre figlie, fornendo loro una dote. Attraverso una finestra fece scivolare nella loro casa un sacco pieno d’oro per tre notti consecutive. Le monete caddero proprio nelle calze che la famiglia aveva appeso al caminetto ad asciugare, e fu grazie alla sua bontà che Nicola, alla sua morte, divenne santo.

La figura moderna di Babbo Natale è nata da poco più di 200 anni. Il suo nome in inglese, Santa Claus, comparve per la prima volta nel 1773 quando venne utilizzato pubblicamente sulle pagine di un giornale newyorkese. Ma le caratteristiche di Santa Claus sembrano derivare dalla tradizione olandese legata a Sinterklaas, portata in America dai coloni nel diciassettesimo secolo.

Sinterklaas, il santo protettore dei più piccoli, veniva rappresentato con la barba bianca ed un cappello rosso. In Olanda viene festeggiato il 5 dicembre, il giorno in cui è solito portare i doni ai bambini buoni, lasciandoli dietro una scarpa. Ma l’aspetto di Babbo Natale tende a mutare negli anni: nel 1822, la poesia dell’americano Clement Clark Moore intitolata, A visit from St. Nicholas, definì ulteriori caratteristiche di questa figura, peculiarità che entreranno a far parte dell’immaginario natalizio.

Tra queste, la slitta volante trainata dalle renne ed i doni consegnati attraverso il camino. Alla fine del 1800, il disegnatore Thomas Nast realizzò un ritratto di Santa Claus con abito rosso e folta barba bianca, un disegno che definisce la figura di Babbo Natale come la conosciamo oggi. All’interno dell’Harper’s magazine”, Nast inserì molti dettagli riconducibili a Santa Claus: il suo laboratorio al Polo Nord, la lista dei bambini buoni e cattivi e soprattutto il suo vestito rosso.

Ma a partire dal 1900, fu la pubblicità della Coca Cola a far diventare classica la rappresentazione in rosso di Babbo Natale. La Coca Cola, per incrementare le vendite invernali della sua bibita, diede un nuovo volto, creato dall’ingegno dell’illustratore americano Haddon Sundblom. Un omone grande, rosso in volto per il freddo, allegro e buono con in mano una bibita come ricompensa per aver trascorso una dura notte di lavoro, passata a consegnare giocattoli.

Assieme a questo nuovo volto, la slitta di Babbo Natale veniva rappresentata con delle renne che aggiungevano quell’elemento magico in grado di farla volare in cielo. Il numero delle renne tendeva a variare in base alle versioni, ufficialmente sono 8, i cui nomi in italiano sono: Ballerina, Cometa, Cupido, Donato, Donnola, Freccia, Fulmine, Saltarello  (in inglese: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen).

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