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Le insospettabili origini della paella

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La paella: il piatto che definisce perfettamente la gastronomia della Spagna

Se c’è un piatto che definisce perfettamente la gastronomia della Spagna, è senza dubbio la paella. La ragione? Le sue differenti versioni la rendono perfetta per tutti i gusti, il che non dipende unicamente dalle tante interpretazioni più o meno accurate che ne dà chi la cucina, ma anche dai suoi ingredienti, che possono spaziare dai frutti di mare, al pesce, alla carne, alle verdure o un mix di tutti.

Storia della paella

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la paella ha origini umili, che solo dopo vari avvenimenti e rivisitazioni l’hanno portata a diventare quello che è oggi: il piatto più emblematico della gastronomia spagnola. Ecco, dunque, la storia della paella.

Stando a quanto racconta la tradizione, la paella è nata nelle zone rurali di Valencia tra il XV e il XVI secolo, dove contadini e pastori utilizzavano ciò che avevano a disposizione nel campo per preparare un pasto semplice e che li aiutasse a portare a termine la lunga giornata di lavoro. La consumavano sempre nel pomeriggio. Originariamente, gli ingredienti erano uccelli, coniglio di campo, lepre, lumache, verdure fresche, riso, zafferano e olio d’oliva, che venivano mescolati per l’appunto nella “paella” (la tipica padella in cui viene preparata la paella), con acqua e rami di aranci. Tutto veniva cotto a fuoco basso.

Origine del nome

Ci sono diverse teorie sull’origine della parola “paella”. In valenciano, la parola paella significa padella e dal 1900 è diventata sinonimo di “riso alla valenciana”. C’è chi attribuisce la nascita del termine al latino, visto che padella in latino si dice “patella”.

Ma c’è anche chi, molto più romanticamente, sostiene provenga dalla storia di un uomo che preparava la paella, appunto, per conquistare una ragazza, visto che, in spagnolo, la parola “paella” può essere una derivazione della frase “para ella”, cioè “per lei”.

Ricetta unica? Neanche per sogno

La ricetta della paella può comprendere solo carne, come coniglio, anatra, pollo, carne, pomodori, fagioli, peperoni, alle volte lumache, zucchine, cipolle e zafferano, aggiunto per dare al piatto più sapore e profumo (in questo caso parliamo di “paella alla valenciana”). Alcuni preferiscono la sua versione “marisco”, cioè con seppie, calamari, gamberi, gamberi, cozze e/o vongole, oltre alle verdure fresche.

Esiste poi una paella mista – questa versione, però, fa letteralmente inorridire i valenciani, che ritengono che l’autentica paella valenciana non possa mescolare il pesce con la carne. Ma si sa: la paella è uno di quei piatti che ammette praticamente qualsiasi ingrediente, ognuno usa quello che preferisce e non ce n’è mai uno uguale all’altro.

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