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Lo stinco di maiale, dalla Germania alla Thailandia

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Ebbene sì: lo stinco di maiale è una specialità tedesca ma anche asiatica

Stinco di maiale, come resisterti? Molto popolare nella cucina dell’Europa continentale e ormai parte anche della gastronomia italiana, lo stinco è in realtà tipico in Germania, dove viene servito dopo essere stato marinato a lungo e poi cotto al forno con abbondante birra, insieme a cipolle, aglio e cumino. Viene generalmente accompagnato da Knödel e crauti o cavolo rosso in inverno e con insalata in estate, oltre, ovviamente, a litri di birra ghiacciata.

Stinco di maiale, ma anche pattino da ghiaccio

Lo stinco è un piatto originariamente contadino, diventato una parte essenziale dell’Oktoberfest tedesco. Pensate che nel 2014, all’Oktoberfest di Monaco, sono stati venduti oltre 80.259 stinchi!

In Germania lo chiamano Eisbein o Haxe. In Baviera preferiscono Schweinshaxe. Schweins vuol dire maiale, mentre Haxe è la zampa.

Eisbein significa invece “osso di ghiaccio” in quanto il “garretto” (e cioè la parte dell’arto posteriore dei quadrupedi che corrisponde all’articolazione fra tibia e tarso, che non è altro che l’osso su cui poggia la carne succulenta dello stinco) è bianco come la neve. Non solo: in passato il garretto veniva usato per costruire i pattini da ghiaccio per muoversi lungo le strade gelide dei villaggi tedeschi.

Dalla Germania alla Thailandia, stinco!

Incredibile ma vero, lo stinco di maiale è una pietanza popolarissima anche in Thailandia, dove viene consumato con riso bollito e prende il nome di khao kha mu (letteralmente “riso con gamba di maiale”). La cottura è leggermente diversa rispetto a quella tedesca: qui, la carne viene rosolata nell’olio e poi trasferita in un wok a bollire a lungo a fuoco lento in un brodo di spezie e verdure. Non viene servito intero ma tagliato a fettine poi disposte sul riso insieme a listarelle di cavolo cinese e, spesso, uovo sodo.

Se volete cimentarvi anche voi nella cottura dello stinco, potete seguire questa ricetta.

Altrimenti, se preferite andare avanti nella lettura, non perdetevi il nostro articolo sulle bombette pugliesi e quello sulle differenze fra birra artigianale e birra classica.