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Vegani sì, vegani no: sempre più italiani cambiano dieta

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E coloro che si dichiarano vegani, lo sono soprattutto per ragioni legate a salute e benessere

Aumenta il numero di veg-lovers in Italia: secondo il Rapporto Italia 2021 di Eurispes, giunto alla sua 33° edizione, vegetariani e vegani rappresentano oggi l’8,2% della popolazione. Rispetto al 2020, anno in cui si è raggiunto un massimo (l’8,9% della popolazione si è dichiarata vegetariana e vegana), è diminuito il numero di vegetariani (passati dal 6,7% al 5,8%) ma è aumentato quello dei vegani (passati dal 2,2% al 2,4%).

Per quanto riguarda i vegetariani, le persone che hanno dichiarato di esserlo sono il 5,8% della popolazione, mentre i vegani sono il 2,4%.

Addio cotoletta alla milanese, addio polpette al sugo, addio lonza al forno con le mele, dunque. Benvenute lasagne al pesto, ragù di seitan, fusilli al tofu. L’Italia, insieme alla Germania, è oggi uno dei paesi più veggie d’Europa.

Cosa vuol dire essere vegani

Ma concentriamoci sull’aumento dei vegani. Cosa significa, esattamente, essere vegano? La dieta vegana non esclude, come fa invece quella vegetariana, solo carne e pesce, ma anche uova, prodotti caseari e tutti gli ingredienti di derivazione animale o che hanno seguito un trattamento industriale che prevede l’utilizzo di prodotti animali. È il caso dello zucchero bianco, di alcuni vini e di molte caramelle, per esempio, e per i vegani più strict anche del miele. Molti di questi prodotti contengono infatti la gelatina, fatta dalle ossa e dal tessuto connettivo degli animali. Il pesce viene poi spesso usato durante il processo di chiarificazione dei vini, ragione per cui le bottiglie dei vostri ospiti vegan avranno scritto sull’etichetta “non filtrato, non chiarificato” e voi dovrete accettare – e di buon grado – quel leggero deposito nel vostro calice.

Entrate nella cucina di un vegano e troverete più che altro riso e cereali rigorosamente non raffinati, legumi, tanta frutta e verdura ovviamente, soia in tutte le forme, salsicce vegane, maionese vegana, latte di riso, tofu e noccioline varie. Entrate nella sua camera da letto e avrete la prova che si tratti di un vegano convinto: molti – anche se non tutti – estendono la definizione di veganismo oltre la dieta alimentare, evitando l’utilizzo di quei prodotti personali e per la casa testati su animali, e di qualsiasi capo di abbigliamento in pelle, pelliccia o lana.

Perché si diventa vegani

Chi ha risposto ai sondaggi Eurispes dichiara di aver cambiato dieta per ragioni legate più che altro a salute e benessere (21,3%). Mossi da sensibilità nei confronti degli animali o da motivazioni che hanno a che fare con la tutela ambientale sono, rispettivamente, il 20,7% e l’11,2%. Altre motivazioni riguardano la voglia di sperimentare nuovi stili alimentari (9,5%) e la convinzione di sacrificare quantità di cibo in favore della qualità, mangiando meno e meglio (5,9%).

Per chi vive intensamente questi anni di cambiamento globale, in effetti, è difficile evitare il dibattito: essere o non essere veg? Se non tutti devono diventare amanti degli animali, è importante essere consapevoli di ciò che mangiamo. E, quando consideriamo i fatti, la tendenza veg apparentemente trendy può, in realtà, avere qualche motivazione più valida di una semplice mania per il cappuccino con latte di soia, che può perdipiù diventare uno spunto di riflessione per molti.

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